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martedì 27 marzo 2018

DNA 1

Appunto n. 20

Ricollegando le rivelazioni di Pacciani del 18 Ottobre 1994 precedenti alla sentenza di primo grado e quanto appreso dalle parole di Giuttari nell'articolo del 2006 e sui suoi libri, oltre all'assoluta certezza dell'imputato di risultare estraneo ai fatti se confrontato con i reperti acquisiti sui luoghi degli omicidi, emerge che qualcuno ben informato si era mosso per aiutarlo ad essere assolto.
Non è detto che l'anonimo fosse materialmente in possesso dei reperti, anche se Giuttari ci dice che i risultati delle analisi erano assenti nei faldoni dell'inchiesta e il materiale fu trovato per caso da uno dei suoi agenti all'interno di un fascicolo, ma comunque questo sconosciuto è informato circa le prove raccolte e - cosa ben più inquietante - i risultati delle perizie effettuate che scagionerebbero il contadino di Mercatale.
Teniamo presente che siamo in una fase processuale in cui i Carabinieri, così come la difesa Pacciani e l'avvocato di parte civile Santoni Franchetti, propendono per la Pista Sarda e l'estraneità del contadino.
Nonostante queste  clamorose rivelazioni, la situazione non si smuove di una virgola e Pacciani scivola verso la condanna.
Reperti con tracce biologiche probabilmente dell'imprendibile assassino, richiesta di confronto col DNA dell'imputato, prove e perizie che spariscono e ricompaiono, niente sembra essere importante, almeno ricostruendo quei giorni da un punto di vista esterno.


Pietro Pacciani:
"Gli ho anche qui un coso, gli ho fatto degli appunti di tutto quello...
C'è questa lettera appunto dell'anonimo, ma ce n'è diverse di quelle lettere comunque e ce n'è una che parla di questi trucchi che potevan fare e l'hanno presentata, l'hanno mandate... anche al Ministero l'hanno... Questo l'hanno mandato una copia alla Repubblica, una copia a Renzo Ventura, all'ora c'avevo Renzo Ventura d'avvocato, una copia a Pietro Fioravanti, una copia al dirigente della SAM e una copia a La Nazione in Via Palunieri 12.
E qui dicano, giusto, lo chiedo io alla signorìa vostra, ma lo chiessi già, lo chiessi già questo fatto, chiedo l'analisi dì DNA, perché chiamai la Magistratura apposta, vennero, non è stata fatta.
Io una volta, per dimostrà la mia innocenza, l'impronte digitali, la cosa, l'analisi dì DNA, tutto quello che c'è di bisogno.
E lo dice anche qui, questo, quest'anonimo: c'ha dei fazzoletti intrisi di sangue e gli ha fatto fare, dice, l'analisi, il DNA, e l'è in possesso suo, questo qui.
E glienno in possesso suo insomma, questi qui.
E poi c'è, viene dalle unghia, non so, trovonno dei... della pelle di questa colluttazione di questo ragazzo giovane, no, che ci fu la colluttazione e gli trovonno della pelle nell'unghie.
Insomma gli è stato fatto questo.
Io voglio il DNA.
Mi sia fatto in presenza a voi, qua, per dimostrà la mia innocenza.
Io sono stato a operammi a Pisa e so il gruppo che ho io.
E' giusto? Lo so.
Però dovete vedello voi stessi davanti alla Corte.
Bhe, io... Io le voglio presentare queste... Se lei, voialtri vu lo permettete, questi documenti..."

Pubblico Ministero:
"Gradirei vederli, Presidente..."

* voci fuori microfono *

Presidente:
"Allora, lei ci consegna tutte queste carte alle quali ha fatto riferimento.
Allora, aspetti eh.
Questo è un... sì... Questa è una memoria, a sua firma..
Questa è la lettera anonima..."

Pubblico Ministero:
"Mi sembra che l'anonima non si può prendere."

Presidente:
"Va allegato...
Mostro di Firenze... Sono sempre l'anonimo...
Questo ce lo lascia... Sì...
Queste sono le foto...
Questa è la partecipazione di nozze... Prendo tutto..."

Pietro Pacciani:
"La letterina che si parla, appunto gli è di questa figliola che l'8 Settembre si andette alla festa a Cerbaia più altro per saluta' codesta figliola. E di codesti blocchi ce n'è un'infinità a casa mia e li raccattavo tutti lì, in questa nettezza. Sì, e trovai tanta di quella roba, l'è ancora lì, si puole anche constatare di persona. E quella avanzata l'ho tutta alla casa mia, lì."

Presidente:
"Vabbè... Poi consegneremo alle parti questa documentazione così che la possano vedere."

Pubblico Ministero:
"Oh, bene."


Pacciani chiede la prova del DNA (AUDIO da 1:46:48)

Giuttari ritrova i reperti (Appunto n. 19)

giovedì 15 marzo 2018

il Lembo di Seno

Appunto n. 16

Processo Pacciani, 25 Ottobre 1994

Avvocato difensore Rosario Bevacqua:

"Questa richiesta che formulo, la formulo anche perché io non mi appago in alcun modo delle disinvolte conclusioni sul punto, sia delle parti civili come della pubblica accusa.
Sul punto di questa lettera, vedano, la gente forse non lo sapeva. Non perché la gente conti, ma la gente conta. La gente conta quando si è antipatici e quando si è simpatici. La gente conta perché la gente deve sapere le cose. La gente deve sapere che per esempio il nostro amico Pacciani a suo tempo non fu soltanto lui l'omicida, ma furono in due. Furono in due perché c'era anche l'istigatrice.
La gente deve sapere per esempio che questo lembo di seno di quella poveretta fu escisso in un certo modo e fu oggetto di particolare attenzione da parte dell'assassino. E la pagina che riguarda, anzi, il fascicolo che riguarda queste modalità esecutive è il numero 59 all'udienza del 4 Luglio '94. Noi molte volte signor Presidente, loro attentissimi, qualche volta io sono stato distratto perché la mole era tanta delle cose a cui pensare e quindi probabilmente non sono stato incisivo come avrei dovuto e voluto essere quando si è trattato di questa ricostruzione del fatto da parte del dottor Marini, del dottor Bartolini e del dottor Cagliesi.
Però questi c'hanno detto alcune cose importanti. C'hanno detto innanzitutto che il tessuto era un tessuto mammario. Gruppo A come quello della Mauriot, quello che è stato trovato. Che i due tessuti coincidevano perfettamente, pagina 12, 13 e 14. Che il tessuto da indagare della Mauriot coincideva sia sotto il profilo del tessuto adiposo che connettivale! E ci fece una spiegazione ben precisa il perito, dicendo guardate, questo tipo di tessuto, adiposo e connettivale, è quello solo che può consentire una eventuale possibilità di raffronto per vedere, per far coincidere oppure no. Se questo tessuto può coincidere con quell'altro, perché pare - non lo so - che il tessuto mammario sia diverso, sotto il profilo connettivale e adiposo, da soggetto a soggetto. E questo era perfettamente coincidente!
Tagliato con lama tagliente, centimetri 2,8 per 2, era come un francobollo. E i lobuli ghiandolari sono stati, secondo i periti, carte 19, presi con le pinzette. Ora, dico, signori... Ricordiamo il luogo dove accade questo assassinio. Ricordiamo il momento dell'assassinio, sia esso sabato o domenica. E' notte. Vi sono delle radici per terra colorate di rosso, ma è notte. E dove fa questo lavoro con le pinzette? Chi lo fa questo lavoro? Chi lo può fare questo lavoro con le pinzette? L'uomo aduso a zappare? E' una domanda che faccio a me stesso, ma la rivolgo a lor signori, alla vostra intelligenza. E allora, preso con materiale plastico per conservarlo, per conservarlo meglio.
E' la pagina 20, voi non potere ignorare queste pagine al processo. Preso con materiale plastico per conservarlo meglio. Persona che sa come si conserva la carne, un tipo di carne, ma addirittura un tipo particolare di carne. Perché? Perché? Ha fatto così perché non si sia dispersa la base acquosa. Pagina 22: non frammenti di epidermide, tessuto adiposo e di ghiandola mammaria. L'assassino vuole a tutti i costi che la persona a cui sarà inviato questo lembo di seno, abbia la possibilità di poterla confrontare. Perché deve sfidare la legge, deve sfidare la giustizia, deve sfidare chi indaga che è guarda caso proprio allora una donna. Pubblico Ministero donna.
Modificazione di carattere ormonale dei tessuti adiposi tra soggetti diversi. Non pelle, ma non interessa ai fini della identificazione. Tessuto mammellare coincideva. Lembi molto netti, nessuna impronta sul cellophane. Oh, vi rendete conto, signori? Un assassino normale, il quale deve fare questo lavoro, il quale deve ritagliare le lettere della busta, il quale a un certo punto ha delle lettere che se ne mette un'altra B gli va a finire da un'altra parte e quindi vabbè, tanto repubblica va così. Il quale si porta dietro, o comunque ha già preparato la lettera. Il quale comunque in ogni caso in questa creazione di documento, di messaggio, non lascia traccia di nessun tipo. Nessun tipo! Non lascia traccia sui lembi di plastica, non lascia traccia sui francobolli, non lascia traccia sulla chiusura della lettera, non lascia traccia neppure sulla attaccatura di queste lettere perché sono attaccate con la destrina e addirittura i lembi della lettera sono chiusi con l'u-uh. U, u, acca.
E allora signori, un momento. Chi ha ucciso ha sicuramente ucciso imbrattandosi di sangue. Si è riempito di sangue. Prima, durante e dopo. Prima quando ha accoltellato quel povero disgraziato, quando l'ha preso e l'ha buttato così, come se fosse una povera cosa e ormai tale era diventata sulla destra dell'inizio di questo boschetto. Dopo, quando ritorna giù e va in questa maledettissima tenda a girare il corpo della povera Mauriot, le taglia il seno, le taglia il pube, con quelle caratteristiche modalità di esecuzione. Cioè tirando via soltanto la pelle, senza neppure prendere un po' di grasso con quella manualità particolare. Addirittura pare che appoggi, così dice nella ricostruzione del sopralluogo, questi due trofei, tra virgolette, vicino alla tenda, dopo di che non sappiamo se lì o altrove taglia questo pezzo di seno. E lo taglia in maniera particolare, perché taglia il francobollo e addirittura raschia la pelle. Ma consente comunque a colui che è il destinatario di questo messaggio, di poterne verificare la compatibilità con quella mammella. Ecco, questa è la realtà. La realtà, la più logica delle realtà del processo. Una realtà che voi non potete ignorare. Voi questa realtà la dovete, sul piano strettamente soggettivo, cercare di farla adattare alla persona del Pacciani. Io non credo che voi a questo punto lo possiate fare. Io non credo in ogni caso che questa realtà può interessare in qualche modo quest'uomo, simpatico o antipatico che sia."

Trascrizione personale, non disponibile in rete.
Riguardo alle radici citate da Bevacqua, erano dipinte di rosso per evitare che la gente inciampasse.



Per comprendere un po' meglio i termini utilizzati nell'intervento dell'avvocato, qui di seguito alcune spiegazioni tecniche:
"Il tessuto mammario è composto da:
una componente ghiandolare, (15-20 lobi), ognuno dei quali ha uno sbocco verso il capezzolo attraverso un dotto galattoforo;
una componente adiposa, in cui sono inserite ed immerse le strutture ghiandolari;
una componente fibrosa di sostegno, che genera suddivisioni tra le diverse appendici ghiandolari." (wikipedia)

"Il seno è costituito da un insieme di strutture ghiandolari, chiamate lobuli, unite tra loro a formare un lobo e tessuto adiposo. In un seno vi sono da 15 a 20 lobi. Il tumore al seno, dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne, è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo. Queste cellule hanno la capacità di staccarsi dal tessuto da cui nascono e invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. I tumori più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei dotti galattofori, attraverso i quali il latte giunge al capezzolo dai lobuli." (researchitaly)

Research Italy (studio del GIM)

domenica 13 agosto 2017

la Videocassetta sul Mostro

Appunto n. 5

Nel 1987, dopo oltre un anno dall'ultimo duplice omicidio, sui giornali si torna a parlare del Mostro di Firenze.
Ricostruiamo quei giorni particolari che riaccesero i riflettori sulla vicenda e videro il ritorno della campagna di prevenzione nota come "Occhio Ragazzi".
Il 20 Marzo la famiglia Rontini riceve una telefonata da parte di un anonimo senza inflessioni dialettali che preannuncia che il Mostro si rifarà vivo dal 22 al 25 dello stesso mese. Passano alcuni giorni e ad Aprile (Spezi dice il 7) viene recapitato un plico all'attenzione di Silvia Della Monica: contiene una vhs "con servizi tv sul Mostro" e una lettera scritta a macchina di trenta righe in cui vengono specificati gli errori contenuti nei servizi. Anche in questo caso vi è un errore nella scrittura dell'indirizzo. Inoltre nella missiva, l'anonimo scrive una frase che fa sobbalzare gli inquirenti, in quanto corregge un errore che solo il Mostro poteva conoscere (oltre a pochi fidati uomini di Vigna).
Vigna sminuisce la questione affermando che si tratta solo di un mitomane, eppure nel giro di due giorni:
- viene riattivata la SAM
- viene spedita la vhs alla scientifica di Roma
- viene riattivata la campagna "Occhio ragazzi" sul territorio
- viene prodotto uno spot televisivo da mandare sui canali pubblici e locali
- vengono chiamati a raccolta tutti i sindaci della provincia per affrontare la nuova emergenza

Questa lettera del 1987 e il contenuto della videocassetta allegata non sono mai state divulgate, a differenza di altro materiale anonimo di dubbia autenticità (vedi la bizzarra "in me la notte non finisce mai" o quelle di minaccia "ve ne basta una a testa").
Resta dunque un mistero quale particolare avrebbe corretto l'anonimo.
A voler essere maliziosi verrebbe da pensare a una parola che inizia per "S" e finisce per "copeti".

Seguono alcuni estratti dagli articoli di nostro interesse.
Bizzarro leggere su un giornale del 1987 che gli investigatori ritenessero morto il Mostro perché il medico perugino si era suicidato. Anche perché è proprio Vigna a chiudere nel 1987 le indagini a carico di Narducci dopo aver verificato che il medico non era in Italia in due occasioni.

LA NAZIONE (domenica 12 Aprile 1987)
Nuova sfida del mostro
"Sono vivo, colpirò"
Lettera al magistrato cui spedì un lembo dell'ultima vittima
A Firenze ritorna l'incubo
MARIO DEL GAMBA
Si è rifatto vivo forse anche per smentire clamorosamente la voce popolare che lo voleva morto proprio perché l'estate era trascorsa senza il tragico rituale della coppietta massacrata con la famigerata pistola calibro 22 che ha firmato la serie dei sedici omicidi.
Di certo quest'ultimo messaggio è stato preso in particolare considerazione dagli inquirenti (diversamente da quanto viene fatto con le tante lettere anonime di mitomani) tant'è che il sostituto Paolo Canessa, che coordina tutta l'inchiesta, l'ha inviato all'istituto superiore di polizia scientifica.
La preoccupazione che possa tornare a colpire è ora aumentata tanto che proprio ieri mattina alla Procura hanno annunciato un prossimo appello a tutte le coppiette perché non si appartino in macchina. E' un appello che fino a qualche settimana fa era stato deciso di non fare e gli investigatori, dopo che fra la gente prendeva campo la convinzione che il mostro fosse morto, stavano indagando sui suicidi di alcuni personaggi che per certi episodi della loro vita o per qualche segnalazione potevano avere delle analogie con la personalità del maniaco omicida "disegnata" dai criminologi.
In particolare si erano esaminati i casi di un uomo suicidatosi mesi fa nel lago Trasimeno e di un altro che si è tolto la vita a Montecatini.


LA NAZIONE (lunedi 13 Aprile 1987)
Allarme mostro
Si riattiva la squadra seciale di investigatori
MARIO SPEZI
"Tornerò presto a colpire", questo il senso dell'inquietante messaggio ricevuto dal sostituto procuratore fiorentino Silvia Della Monica e che in queste ore a Roma tecnici della polizia scientifica stanno sottoponendo a una complessa serie di esami per confermare, o escludere, che l'autore sia proprio lui, il mostro di Firenze.
L'ultima, arrivata il 7 aprile, aveva apparenti elementi che richiamano alla mente i due messaggi veri: il tipo di busta, i caratteri della macchina per scrivere, la logica del contenuto, lo stesso destinatario, Silvia Della Monica, l'ultimo magistrato donna che si è occupata del caso.
Ma altre circostanze inducono a pensare che gli inquirenti attribuiscono grande importanza al messaggio. La Sam, la speciale squadra antimostro, verrà riattivata: la prefettura sta vagliando l'ipotesi di rilanciare una nuova campagna di allarme, sull'esempio di quella dello scorso anno denominata "Occhio, ragazzi!"; presto si terrà, con gli investigatori, un vertice dei sindaci dei comuni attorno a Firenze.


LA NAZIONE (martedi 14 Aprile 1987)
Dal mostro alla procura
un nastro videoregistrato
Nella lettera che l'accompagna una frase sconvolgente


Ieri maxivertice degli investigatori
Grande allarme: riparte la campagna "Occhio ragazzi"
per mettere in guardia le coppiette


Conteneva anche un nastro videoregistrato con brani di alcune trasmissioni televisive dedicate al caso il plico che colui che si firma "il mostro di Firenze" ha inviato nei giorni scorsi al magistrato Silvia Della Monica.
Lo ha rivelato lo stesso procuratore capo di Firenze Raffaello Cantagalli.
Una frase della lettera che accompagna il nastro registrato avrebbe in particolar modo allarmato gli inquirenti. Il misterioso autore della missiva commentando le immagini registrate, si mostra a conoscenza di una circostanza che non sarebbe mai stata divulgata e che sarebbe a conoscenza solo di una cerchia ristretta di investigatori.
Tutto il materiale è stato portato a Roma dal sostituto procuratore Paolo Canessa, che è titolare dell'inchiesta sugli otto duplici omicidi, per essere esaminato nello speciale laboratorio della polizia scientifica.
L'allarme è comunque scattato a Firenze: nei prossimi giorni verrà decisa la ripresa della campagna di informazione denominata "Occhio ragazzi!" che sarà potenziata anche con la realizzazione di uno spot da mandare ripetutamente in onda su reti locali e nazionali.
-
Particolari di un delitto
E' la nuova firma del mostro?


Nel messaggio ci sarebbe un elemento che sarebbe stato a conoscenza
solo di pochi investigatori. Previsto un vertice in prefettura con gli
amministratori locali. Un "contatto" e tante perplessità


MARIO DEL GAMBA - MARIO SPEZI
Non era una semplice lettera il messaggio fatto pervenire nei giorni scorsi da qualcuno che si firmava il mostro al sostituto procuratore Silvia Della Monica: era un plico che conteneva una videocassetta in cui sono registrati brani di trasmissioni televisive dedicate alla catena di omicidi. Lo ha rivelato lo stesso procuratore capo della Repubblica di Firenze Raffaello Cantagalli in uno scarno comunicato di 11 righe nelle quali prudentemente ha aggiunto: "Non si ha motivo di ritenere che la lettera possa essere stata spedita dall'autore degli omicidi".
Poco si sa delle scene contenute nel nastro registrato e della lettera. Sembra, comunque che il testo scritto sia una sorta di elenco e precisazioni e puntualizzazioni a quanto gli autori di molte trasmissioni sul "mostro di Firenze" hanno detto, secondo l'autore del messaggio, in modo non corrispondente alla sua verità. E, in particolare una di quelle precisazioni si riferirebbe a una non divulgata circostanza di un omicidio che sarebbe a conoscenza solo di una ristretta cerchia di inquirenti.
Al di là dell'accertamento della sua autenticità, peraltro assai problematico, il nuovo fatto ha riacceso in modo molto evidente l'interessamento degli inquirenti sul caso. Ne dà conferma anche l'improvviso vertice di magistrati e principali esponenti del Sam, la speciale squadra anti mostro, svoltosi ieri mattina nell'ufficio del procuratore capo e protrattosi per oltre tre ore.
Il clima di allarme anti mostro è comunque tornato quello che precedette l'estate scorsa e coinvolge tutti i responsabili dell'ordine pubblico a Firenze e nei comuni limitrofi, tant'è che nei prossimi giorni si terrà in Prefettura una riunione di tutti gli inquirenti allargata agli amministratori locali per determinare una nuova strategia di prevenzione. Anche la campagna informativa rivolta soprattutto ai turisti, che fu denominata "Occhio ragazzi!", verrà rilanciata e potenziata. Il comune di Firenze ha addirittura già allo studio la realizzazione di uno spot televisivo da mandare in onda ripetutamente attraverso le emittenti locali e nazionali per ricordare ai giovani il grave pericolo che la notte nasconde sulle colline.
Anche questa volta, che ha usato una macchina da scrivere, pare che l'indirizzo contenga un altro errore. Ma è stato fatto di proposito?
Una comparazione tra la lettera dattiloscritta arrivata nei giorni scorsi potrà essere fatta con l'altra che, con discreta sicurezza, viene ritenuta il secondo messaggio del mostro, quello triplice inviato ai magistrati Piero Luigi Vigna, Paolo Canessa e Francesco Fleury con tre pallottole Winchester serie H e il breve messaggio "Ve ne basta una a testa?". La "scientifica" stabilì che quelle poche parole erano scritte con una macchina "Olivetti" che usava caratteri tipo "Pica". Nei giorni immediatamente successivi un giornalista ricevette una busta anonima contenente solo tre fotocopie di altrettante pagine del manuele di istruzioni della macchina per scrivere "Olivetti TES 401". I fogli si riferivano all'impiego della "margherita", la testina rotante che consente di cambiare tipo di carattere, e illustrava in particolare quello denominato "Pica", usato nel messaggio. Inoltre una pagina spiegava quali spazi quella macchina lascia tra una lettera e l'altra. Era il tentativo di inviare un codice di riconoscimento?


Lo scetticismo è comunque di rigore tra gli inquirenti. "Per me è solo un mitomane più fantasioso degli altri" ha commentato il procuratore aggiunto Piero Luigi Vigna.


FONTI:
Emeroteca Flanz
La Repubblica (14 aprile 1987)